Svolta decisiva nelle indagini sull’omicidio di Antimo Mazzotta, il 78enne trovato senza vita in un pozzo in un terreno di sua proprietà a Torre Rinalda, frazione di Lecce. Un 32enne di Surbo è stato fermato al termine di un lungo interrogatorio e ha condotto i Carabinieri nel luogo dove aveva occultato l’arma, una pistola calibro 9 modificata, ora recuperata dai militari. All’origine dell’aggressione, secondo le prime ricostruzioni, vi sarebbe una controversia economica.
L’interrogatorio, iniziato nel pomeriggio di ieri (28 ottobre 2026) e proseguito fino all’alba di questa mattina, ha portato al fermo del giovane, che avrebbe eseguito alcuni lavori nell’abitazione della vittima. La disputa riguarderebbe una somma di circa 300 euro, che Mazzotta avrebbe preteso in restituzione per insoddisfazione sui lavori. Una questione degenerata fino all’omicidio.
Al termine dell’interrogatorio, il 32enne è stato trasferito nel carcere di Lecce, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di omicidio.
Il contesto delle indagini
A contribuire a delineare il quadro investigativo è stata anche la testimonianza di un uomo che in passato aveva lavorato nella stessa abitazione. Questi avrebbe riferito ai Carabinieri di aver assistito a una conversazione telefonica animata di Mazzotta, legata proprio a questioni economiche. Questo elemento ha spinto gli investigatori ad approfondire i rapporti tra la vittima e il 32enne, ricostruendo i passaggi della vicenda e cercando riscontri sull’entità delle somme versate e la richiesta di restituzione.
Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal Tenente colonnello Cristiano Marella, avevano effettuato un nuovo e approfondito sopralluogo nell’abitazione di via Torre San Giovanni. Con loro anche i Vigili del fuoco, che avevano ispezionato il pozzo alla ricerca dell’arma del delitto, senza successo. L’attività investigativa si era concentrata anche su elementi mancanti, come il portafoglio della vittima e il dispositivo di registrazione delle telecamere di videosorveglianza. L’arma è stata poi recuperata grazie alle precise indicazioni del 32enne.
Le indagini sull’omicidio di Antimo Mazzotta avevano preso il via dopo il ritrovamento del corpo dell’anziano nel pozzo, un fatto che aveva scosso la comunità locale.
Per fare piena luce sulle cause del decesso, il PM Luigi Mastroniani conferirà venerdì 31 ottobre 2026 l’incarico per l’autopsia al medico legale Alberto Tortorella. L’esame, previsto nella stessa giornata, dovrà fornire ulteriori elementi utili alle indagini.