La Puglia si conferma in ‘zona rossa’ per l’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro. Nei primi sei mesi del 2026, la regione ha registrato 24 decessi avvenuti durante l’attività lavorativa, un dato che la colloca tra le aree con il bilancio più elevato a livello nazionale, al pari del Lazio.
L’allarme emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che ha elaborato le rilevazioni aggiornate al mese di giugno. Questa situazione evidenzia una piaga persistente che richiede interventi urgenti per rafforzare prevenzione e controlli.
Le categorie più vulnerabili e i settori a rischio
Particolarmente preoccupante è la condizione dei lavoratori più anziani e dei cittadini stranieri. Tra gli ultrasessantacinquenni, l’incidenza raggiunge i 45 decessi ogni milione di occupati, il valore più alto tra tutte le fasce d’età. Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni, con un indice di 22,8 e un numero assoluto di 128 morti su 350 totali registrati a livello nazionale.
Ancora più marcato il divario che riguarda i cittadini stranieri. Nei primi sei mesi dell’anno, sono stati 133 quelli che hanno perso la vita, di cui 96 direttamente sul posto di lavoro e 37 durante il tragitto. Per questa categoria, il rischio mortale è più che triplo rispetto a quello dei lavoratori italiani, con 37,1 decessi ogni milione di occupati contro 11,8.
Analizzando i settori, le costruzioni rimangono il comparto con il maggior numero di decessi avvenuti durante il lavoro, con 59 vittime. Seguono il trasporto e magazzinaggio, con 47 morti, e le attività manifatturiere, con 41. Questi settori sono ampiamente rappresentati nel tessuto economico pugliese, rendendo ancora più impellente la necessità di rafforzare la prevenzione, la formazione e i controlli sulla sicurezza.
Dietro ogni classificazione statistica, restano 24 vite spezzate dall’inizio dell’anno, una media di quattro morti al mese. Questo dato trasforma la sicurezza sul lavoro da un’emergenza da raccontare a una questione quotidiana che impone riflessione e azione concrete.













