L’emergenza incendi continua a rappresentare una delle minacce più significative per il patrimonio ambientale del Salento. Le condizioni climatiche, caratterizzate da elevate temperature, siccità prolungata e vento, trasformano ogni focolaio in un potenziale disastro, mettendo a rischio boschi, macchia mediterranea, attività economiche e abitazioni.
In questo contesto, l’Arma dei Carabinieri, attraverso un dispositivo integrato composto dai militari del Comando Provinciale di Lecce e dai Carabinieri Forestali, mantiene alta l’attenzione sul territorio. L’attività si concentra su prevenzione, controllo e repressione dei reati ambientali, operando in sinergia con la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e le altre istituzioni.
Prevenzione e Controlli Amministrativi
Anche quest’anno, i cinque Nuclei Carabinieri Forestali operanti nel Salento, insieme al Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, hanno intensificato i controlli per verificare il rispetto dell’articolo 2 della Legge Regionale Puglia n. 38 del 2016. Questa normativa impone ai proprietari di terreni incolti, seminativi e arborati di realizzare, entro il 31 maggio, una fascia di rispetto libera dalla vegetazione, larga almeno quindici metri, per impedire il propagarsi delle fiamme verso le aree boscate.
L’attività di prevenzione amministrativa porta mediamente, ogni stagione estiva, all’elevazione di circa 300 verbali amministrativi, per un importo complessivo superiore ai 200.000 euro. L’obiettivo è diffondere una cultura della prevenzione attraverso la repressione delle condotte omissive.
Indagini e Tecnologie Avanzate
Oltre alla prevenzione, i Carabinieri Forestali hanno rafforzato l’attività investigativa per individuare i responsabili degli incendi boschivi, sia di natura dolosa che colposa. Le pene previste variano da sei a dieci anni di reclusione per l’incendio doloso e da due a cinque anni per quello colposo, con possibili aggravanti.
Un ruolo determinante in questo contesto è giocato dall’impiego di nuove tecnologie. L’utilizzo di droni, sistemi di videosorveglianza e strumenti di analisi delle immagini fornisce un supporto cruciale alle attività di pattugliamento e osservazione, permettendo di ricostruire con precisione la dinamica degli eventi e di identificare i presunti responsabili.
Casi Specifici e Interventi sul Territorio
Tra gli episodi più significativi si registra l’incendio sviluppatosi il 19 giugno nei pressi della borgata Frigole, nel comune di Lecce. Le indagini hanno permesso di individuare e arrestare due soggetti che, secondo la ricostruzione, avrebbero lanciato un’esca incendiaria da un autocarro in movimento, causando un vasto incendio in un’area di macchia mediterranea. Un mese dopo, la stessa area è stata interessata da un nuovo rogo, con accertamenti investigativi ancora in corso.
L’attività dei Carabinieri Forestali ha portato all’individuazione di altri responsabili nel Salento:
- A Casarano, per un incendio del 13 giugno, una persona è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per incendio colposo, presumibilmente per aver appiccato il fuoco a un terreno incolto in una giornata ventosa.
- Nei pressi di Gallipoli, due soggetti sono stati individuati e denunciati grazie ai sistemi di videosorveglianza mentre appiccavano il fuoco ad alcune piazzole stradali adiacenti ad aree boscate.
- Nel comune di Racale, attraverso l’analisi delle immagini, è stato identificato e denunciato un uomo ritenuto responsabile di aver appiccato il fuoco in un’area già percorsa da incendi, forse per favorire la ricrescita dell’erba per il pascolo.
- Già il 23 maggio, prima dell’avvio ufficiale della campagna antincendi, indagini sull’incendio che ha interessato la Serra dei Cianci, nel comune di Alessano, avevano portato alla denuncia per incendio colposo di presunti responsabili che avrebbero bruciato residui di potatura vicino al bosco.
- Un’analoga attività investigativa ha riguardato il grave incendio del 13 giugno sul litorale di Ugento, che ha devastato alcuni stabilimenti balneari. Una persona è stata individuata come presunta responsabile per aver incendiato residui di potatura che, a causa del forte vento, hanno propagato le fiamme.
- Infine, l’incendio del 14 luglio in località Madonna della Serra, nel comune di Ruffano, che ha minacciato anche alcune abitazioni, ha visto la denuncia di una persona alla Procura della Repubblica per incendio boschivo originato da un terreno incolto.
L’efficacia del dispositivo di controllo è stata ulteriormente confermata la sera del 22 luglio, quando i Carabinieri della Stazione di San Cesario di Lecce, in sinergia con la Polizia Locale, hanno arrestato in flagranza un 57enne del posto, ritenuto responsabile dei reati di incendio e combustione illecita di rifiuti.
L’Arma dei Carabinieri ribadisce il proprio impegno costante nella tutela dell’ambiente salentino, proseguendo l’azione integrata di prevenzione, monitoraggio e repressione per contrastare l’emergenza incendi e proteggere il territorio.
Resta sempre aggiornato!
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita per ricevere i migliori articoli di OzaNews direttamente nella tua email.
























