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Antincendio Puglia, FdI: “70 milioni spesi ma il sistema non funziona”

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L’efficacia del sistema antincendio boschivo in Puglia è sotto accusa. Dopo un’audizione fiume nella V Commissione regionale, il gruppo di Fratelli d’Italia, guidato dal presidente Paolo Pagliaro, denuncia una spesa di 70 milioni di euro a fronte di un sistema “frammentato e inefficace”, come dimostrato dai recenti incendi che hanno devastato il Salento e Ugento. Tante le domande rivolte all’assessora Ciliento, rimaste senza risposta.

“Un copione che si ripete ogni anno”, ha dichiarato Paolo Pagliaro, sottolineando come, nonostante l’ingente investimento, “qualcosa non funziona in questo sistema troppo frammentato”. Le critiche del gruppo, che include i consiglieri Tonia Spina, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri, si concentrano su diversi punti.

Mancanza di chiarezza e mezzi inutilizzati

Tra le questioni sollevate, la destinazione dei fondi alle associazioni di volontariato della Protezione Civile, spesso costrette a operare con mezzi propri e rimborsi complessi. Si è chiesto anche quante risorse siano state impiegate per la pulizia del sottobosco e delle strade interpoderali da parte degli operai forestali Arif.

Un milione e mezzo di euro è stato speso per nuovi mezzi antincendio, ma Fratelli d’Italia chiede conto dei veicoli acquistati negli anni scorsi e mai utilizzati, rimasti fermi nei parcheggi. “È stata fatta una ricognizione?” incalzano i consiglieri.

Elicotteri e basi operative: un enigma salentino

Particolare enfasi è stata posta sugli 8 milioni e mezzo di euro destinati a due elicotteri per le aree più impervie. “Come è stato organizzato l’impiego di questi mezzi? Perché non sono entrati in azione negli incendi dello scorso fine settimana?” si domanda Pagliaro. Le basi operative sono state previste a Foggia e Grottaglie, ma nessuna in provincia di Lecce, “nonostante sia prima in Italia per numero di incendi”. Una scelta che appare inspiegabile, soprattutto considerando l’eliporto di Supersano, inaugurato nel 2012 e mai utilizzato, che permetterebbe di raggiungere in soli 5 minuti sia la costa adriatica che quella ionica.

Altre “domande senza risposta” riguardano la mancata firma delle convenzioni con Vigili del Fuoco e associazioni di Protezione Civile, a campagna antincendio già avviata, e l’impiego dei droni per il monitoraggio: quanti sono, dove sono dislocati e quali risultati hanno prodotto.

Prevenzione e sensibilizzazione: un appello urgente

I numeri forniti dal comandante regionale dei Carabinieri Forestali, Angelo Vita, sono allarmanti: nel 2026 si sono già registrati in Puglia 76 incendi, di cui 63 nell’ultimo mese. Nei due fine settimana tra fine maggio e inizio giugno scorsi, le sanzioni sono state 1.400, per un milione di euro. Cifre che, secondo Fratelli d’Italia, rappresentano “una goccia nel mare” se non si investe in educazione, prevenzione e monitoraggio capillare.

L’appello alla Regione è chiaro: investire sulla prevenzione, dare più risorse a Comuni ed Enti Parco per i piani antincendio boschivo, spesso carenti di uomini e mezzi. “È dai cigli stradali, dalle aree incolte e dal rogo di sterpaglie che si sviluppa gran parte degli incendi. Ed è lì che bisogna agire”, conclude il gruppo, sollecitando una campagna di informazione e sensibilizzazione per responsabilizzare i cittadini.

Il gruppo di Fratelli d’Italia promette di non mollare la presa, incalzando la Regione affinché il sistema antincendio sia finalmente all’altezza della situazione, proteggendo il prezioso patrimonio verde del nostro Salento e di tutta la Puglia. La posta in gioco è troppo alta per lasciare che la burocrazia o la cattiva gestione brucino il futuro del nostro territorio.

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