A Castro, la storica Grotta Romanelli, nota come sito simbolo del Paleolitico mediterraneo, ha rivelato un capitolo inedito della sua storia. Grazie al CEDAD – Centro di Fisica applicata, Datazione e Diagnostica – dell’Università del Salento, è stata accertata la presenza di tre sepolture risalenti all’epoca medievale, quasi mille secoli dopo l’ultima glaciazione.
I risultati della ricerca, pubblicati sul Journal of Anthropological Sciences, documentano il riutilizzo della grotta a scopo funerario in un periodo molto successivo alla sua frequentazione preistorica. Per la prima volta, la spettrometria di massa con acceleratore (AMS) ha permesso di datare direttamente le ossa di tre individui: un adulto e due bambini. Questi resti, recuperati agli inizi del Novecento, sono oggi conservati presso il Museo di Antropologia della Federico II di Napoli.
Le analisi hanno stabilito che l’adulto visse tra il 1302 e il 1411, mentre i due bambini tra il 1423 e il 1489. Questa datazione fornisce una prova concreta che la Grotta Romanelli, pur essendo un sito preistorico, tornò a essere un luogo di vita e di sepoltura in un’epoca complessa per la storia del Salento. Un precedente studio aveva già esplorato la possibilità di una frequentazione medievale.
La ricerca è frutto di un team interdisciplinare coordinato dal professor Raffaele Sardella della Sapienza Università di Roma, responsabile degli scavi dal 2015. Le analisi sono state affidate ai ricercatori del CEDAD: il direttore Lucio Calcagnile, Marisa D’Elia, Giorgio Carbone e Gianluca Quarta.
Il professor Calcagnile, fondatore e direttore del CEDAD, ha sottolineato come questo studio rappresenti “un esempio emblematico di come un’infrastruttura di ricerca di rilevanza internazionale possa generare un impatto concreto sulla scienza e sulla valorizzazione del territorio”.
La scoperta amplia ulteriormente la portata storica della Grotta Romanelli, che non è più solo la culla della preistoria mediterranea, ma un luogo vissuto e frequentato lungo l’arco di millenni. I prossimi studi cercheranno di fare luce sui motivi e sull’identità di coloro che furono sepolti e sull’eventuale presenza di altre deposizioni.



