Il trio pugliese La Cantiga de la Serena lancia oggi, sabato 12 settembre 2026, il suo quinto lavoro discografico intitolato “Sta strada”. L’album, prodotto da Radici Music Records, è un viaggio musicale che esplora le tradizioni e le lingue del Mediterraneo, unendo preghiere, speranze e storie di partenze e ritorni.
Da quasi vent’anni, l’ensemble composto da Fabrizio Piepoli (canto, saz, tamburi a cornice), Giorgia Santoro (flauto, bansuri, low whistle, arpa celtica, sajat) e Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica) si dedica al recupero e alla rilettura dei repertori antichi e tradizionali del Mare Nostrum. Dopo i precedenti successi come “La Serena” (2016), “La Fortuna” (2019), “La Mar” (2021) e “La Novia” (2023), “Sta strada” rappresenta un capitolo più intimo e raccolto del loro percorso.
Il titolo, in dialetto salentino, sintetizza il senso di una ricerca che è diventata la cifra identitaria del progetto. Il disco intreccia canti, lingue e tradizioni differenti, dando forma a una Madre universale: protettrice dei naviganti, voce che cura e consola, presenza che accompagna chi parte e indica la via a chi torna. Il confine tra Madre celeste e terrena si assottiglia, riflettendo tutte le genitrici.
I dodici brani dell’album sono cantati in diverse lingue, tra cui ladino, arabo, greco, italiano, genovese e vari dialetti del Sud Italia. Il trio è affiancato da ospiti d’eccezione come Pino De Vittorio, Michel Godard e i salentini Roberto Chiga (percussioni e tamburello), Stefano Rielli (contrabbasso) e Vincenzo Grasso (clarinetto e clarinetto basso).
La tracklist include brani intensi come “Riturnella” dalla tradizione calabrese, “Madonna de lu vinde” in dialetto barese (composizione originale del trio) e “Na via di rose” in lucano. Un ampio spazio è dedicato al Salento, con la title track “Sta strada”, “Matonna te lu mare” di Giuseppe Marangio, “La Vergine Maria” e “Klafsete”, quest’ultimo cantato in griko, lingua ancora viva nella Grecìa Salentina. Non mancano il canto genovese “La bella növa” e il repertorio sefardita con “Salgash madre”.
Con “Sta strada”, La Cantiga de la Serena continua a esplorare il Mediterraneo non solo come confine geografico, ma come un luogo sonoro condiviso, dove lingue, storie e tradizioni lontane possono dialogare e fondersi in un’unica voce.

