Il trio pugliese La Cantiga de la Serena pubblica il suo quinto album, intitolato “Sta strada”, disponibile da sabato 12 settembre. Il lavoro discografico, distribuito in Italia da Goodfellas, in Europa da I-DI GmbH e online da Believe per Radici Music Records, prosegue l’esplorazione delle tradizioni musicali mediterranee con un approccio più intimo.
L’ensemble, formato da Fabrizio Piepoli (canto, saz, tamburi a cornice), Giorgia Santoro (flauto, bansuri, low whistle, arpa celtica, sajat) e Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica), porta avanti una ricerca musicale iniziata quasi vent’anni fa. Il percorso discografico include già “La Serena” (2016), “La Fortuna” (2019), “La Mar” (2021) e “La Novia” (2023), consolidando l’impegno del trio nel recupero e nella rilettura di repertori che narrano le diverse anime del Mare Nostrum.
Un viaggio sonoro tra lingue e tradizioni
Il titolo “Sta strada”, in dialetto salentino, racchiude il senso di una ricerca identitaria che unisce lingue e tradizioni. Il disco si configura come un viaggio che raccoglie preghiere, speranze, lettere, partenze, attese e ritorni, dando forma a una Madre universale, protettrice e consolatrice.
Nei dodici brani, il trio esplora diverse lingue e dialetti, tra cui ladino, arabo, greco, italiano, genovese e dialetti del Sud Italia. L’album vanta la partecipazione di ospiti d’eccezione come Pino De Vittorio, tra i maggiori interpreti del repertorio del Mezzogiorno, e Michel Godard, virtuoso del serpentone. Contribuiscono anche i salentini Roberto Chiga (percussioni e tamburello), Stefano Rielli (contrabbasso) e Vincenzo Grasso (clarinetto e clarinetto basso).
I brani del nuovo album
La tracklist include “Riturnella” dalla tradizione calabrese e “Madonna de lu vinde”, un brano originale in dialetto barese. Ampio spazio è dedicato al territorio salentino con “Sta strada”, “Matonna te lu mare” di Giuseppe Marangio, “La Vergine Maria” e “Klafsete”, cantato in griko. Il repertorio italiano è arricchito dal canto genovese “La bella növa”, mentre quello sefardita è rappresentato da “Salgash madre”, che include strofe in salentino. Completano il disco “Ime prezakias” (rebetiko greco), “Sidi h’bibi” (algerino) e lo strumentale “Tsarka” (libanese).
Con “Sta strada”, La Cantiga de la Serena continua a percorrere il Mediterraneo non come un confine geografico, ma come un luogo sonoro condiviso, dove tradizioni lontane dialogano e si fondono in un’unica voce, rafforzando il legame con le radici musicali del Salento e del più ampio Mediterraneo.

