A Lecce prosegue fino a lunedì 7 settembre la mostra “The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente“. L’esposizione, a cura di Brizia Minerva, è ospitata tra la Pinacoteca del Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa, proponendo un dialogo tra l’artista egiziana contemporanea Heba Y. Amin e il pittore salentino ottocentesco Vincenzo Valente.
Il progetto, vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura, segna la prima personale in Italia per Heba Y. Amin, nata al Cairo nel 1980. La sua ricerca artistica esplora temi politici attraverso archivi, usando film, fotografia e installazioni per mettere in discussione le narrazioni di conquista e potere, con una rilettura critica e non eurocentrica dell’Orientalismo.
Il confronto avviene con l’opera di Vincenzo Valente (Specchia, 1845 – Napoli, 1889), che si trasferì in Egitto tra il 1873 e il 1874, dove aprì uno studio e fu attivo come pittore e caricaturista. Amin ha avuto accesso alle opere e all’archivio di Valente nel Salento, elaborando poi in Egitto il quadro teorico della mostra.
Percorso espositivo e omaggio a Brizia Minerva
La mostra si sviluppa in due sedi distinte. La Pinacoteca del Museo Castromediano (aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00, ingresso libero) espone una selezione di lavori di Valente, restaurati per l’occasione, affiancati da nuove produzioni di Amin. Le sezioni includono “La formazione”, “Il Cairo”, “Tracce, documenti, fotografie e lettere” e “Le caricature del Cairo”.
L’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa (aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00, chiusa domenica e festivi, ingresso libero) accoglie invece un video-saggio inedito, una scultura in cartapesta, ceramiche, serie fotografiche e altri interventi di Heba Y. Amin, insieme a un’opera di Vincenzo Valente.
La mostra è stata ideata e curata da Brizia Minerva, scomparsa poco prima dell’inaugurazione. A lei si deve la volontà di riportare l’attenzione sulla figura di Valente e di riunire le sue opere, esplorandone l’archivio per valorizzare la sua capacità di rappresentare l’Oriente con esperienza diretta, superando gli stereotipi esotici.
Il significato dell’Orientalismo
Il progetto indaga l’Orientalismo non solo come rappresentazione, ma come un “progetto di civiltà” che ha modellato l’Oriente attraverso ripetizione, estrazione, architettura e altri meccanismi. Heba Y. Amin ha commentato: “Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni”.
L’iniziativa è sostenuta dal PAC 2025 e dal Ministero della Cultura, con la collaborazione di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Polo Biblio-Museale di Lecce e altri enti locali. Si inserisce nella vocazione del Museo Castromediano, che guarda al Mediterraneo come spazio di relazione e conoscenza, utilizzando l’arte per interrogare il passato e immaginare un futuro basato sull’incontro, non sulla distanza.
La mostra rappresenta un’occasione per il pubblico salentino di confrontarsi con un tema complesso e attuale, attraverso il dialogo tra due artisti distanti nel tempo ma uniti dallo sguardo sull’Oriente. Per informazioni e contatti è possibile rivolgersi al numero 0832373572 o scrivere a museocastromediano.lecce@regione.puglia.it.




