Una poesia composta da una donna detenuta presso la Casa Circondariale di Lecce ha ottenuto il prestigioso Premio Afrodite 2027, giunto alla sua quinta edizione. I versi, intitolati ‘Ave Maria piena di rabbia‘, hanno riscosso il favore della giuria e del pubblico durante la cerimonia tenutasi a Santa Caterina di Nardò.
L’opera si distingue per la sua cruda onestà e per la capacità di esplorare temi profondi legati alla detenzione. Alcuni passaggi recitano: “Il sole sorge/ mi sveglio all’alba/ sezione femminile/ rimpianti senza fine/ la mia vita/ in mano alla follia/ reiterazione/ la tua prigione/ rabbia e rancore/ nostra alimentazione/ Ave Maria piena rabbia/ mi son pentita/ aprite sta gabbia”.
A ritirare il riconoscimento sono state Maria Mancarella, Garante dei Diritti delle persone private di libertà personale per la città di Lecce, e Eleonora Rosato, coordinatrice del progetto ‘Libere di leggere‘ attivo nel carcere di Borgo San Nicola. La Garante Mancarella ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa: “‘Ave Maria piena di rabbia’, scritta da una detenuta nella sezione femminile di media sicurezza, dimostra come, anche nei luoghi della privazione della libertà, possano nascere parole capaci di interrogare la coscienza collettiva e di parlare a tutti, al di là delle condizioni personali di chi le ha scritte”
Mancarella ha inoltre evidenziato che “la scrittura, la lettura e l’arte sono strumenti fondamentali nei percorsi riabilitativi in un carcere che sfiora i 1500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 780 posti”. Le poesie premiate verranno incise su ceramica e installate lungo il lungomare di Santa Caterina di Nardò, andando a costituire il ‘Lungomare dei Poeti‘.