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Ambiente

Torre San Giovanni, nuova segnalazione gambero killer: allarme nei bacini di Ugento

Una nuova segnalazione del gambero rosso della Louisiana a Torre San Giovanni riaccende i riflettori sulla specie invasiva. Scopri l'impatto sui bacini di Ugento e le minacce alla biodiversità. Leggi su Ozanews.it.

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Una nuova segnalazione della presenza del gambero rosso della Louisiana, noto come “gambero killer”, è stata registrata a Torre San Giovanni, frazione di Ugento. L’avvistamento, avvenuto nella zona di Fontanelle lungo il sistema di canali e bacini, riaccende l’allarme sulla diffusione di questa specie aliena invasiva nel territorio salentino.

Le immagini sono state inviate alla redazione da Sara e Marcos Fracasso, che hanno notato un esemplare del gambero durante una passeggiata in una campagna non distante dai canali. Questa osservazione, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore tassello nella progressiva colonizzazione del territorio da parte del Procambarus clarkii.

La segnalazione, pur non costituendo un censimento della popolazione, assume particolare rilievo poiché si inserisce in un’area già interessata da precedenti ritrovamenti e da allarmi lanciati negli ultimi anni.

Un problema già noto a Ozanews

La presenza del gambero rosso della Louisiana nei territori vicini ai bacini di Ugento non è una novità. Ozanews aveva già affrontato il problema nel settembre 2025, raccontando come il Procambarus clarkii fosse ormai comparso nel sistema delle zone umide. In quell’occasione, era stato ricordato anche un allarme lanciato diversi anni prima dalla guardia ambientale Francesco Chetta, che aveva segnalato la specie nei canali di bonifica di Melissano, una denuncia raccolta dal giornalista Marco Montagna.

Nel precedente articolo, Ozanews aveva evidenziato come la capacità di adattamento e riproduzione del gambero della Louisiana rendesse particolarmente difficile il suo contenimento. La specie è onnivora e si alimenta di vegetazione acquatica, insetti, uova, girini e anfibi, con possibili conseguenze sulla biodiversità degli ambienti umidi.

L’articolo del 4 settembre 2025 aveva inoltre sottolineato un aspetto critico per il territorio di Ugento: il gambero non è solo una minaccia per fauna e flora, ma può anche provocare alterazioni degli habitat e problemi alla stabilità di argini e canali tramite la sua attività di scavo.

Diffusione da Melissano ai bacini di Ugento

Il nuovo avvistamento nella zona di Fontanelle sembra dunque inserirsi in un quadro più ampio. Ciò che anni fa poteva apparire come un fenomeno circoscritto, oggi viene segnalato in aree sempre più prossime al complesso dei bacini e dei canali che caratterizzano il territorio di Ugento.

È proprio questa continuità delle segnalazioni a destare preoccupazione. Il gambero della Louisiana è una specie esotica invasiva particolarmente resistente e capace di colonizzare rapidamente ambienti acquatici e zone umide. La sua presenza può modificare gli equilibri degli ecosistemi, specialmente dove trova condizioni favorevoli alla riproduzione.

Per il territorio del Parco naturale regionale Litorale di Ugento, caratterizzato da un sistema di bacini, canali e zone umide di grande valore naturalistico, il fenomeno merita quindi attenzione e un monitoraggio puntuale.

Un campanello d’allarme che si ripete

Le immagini di Sara e Marcos Fracasso rappresentano oggi una nuova segnalazione dal territorio. Saranno eventualmente gli organismi competenti a stabilire l’esatta identificazione dell’esemplare e, soprattutto, la consistenza della presenza della specie nell’area.

Il dato che emerge, tuttavia, è chiaro: le segnalazioni continuano. Questo rende ancora più attuale quanto Ozanews aveva scritto appena un anno fa: l’arrivo del gambero killer nei bacini di Ugento non era una scoperta improvvisa, ma il risultato di un processo già osservato e segnalato in precedenza.

Oggi la nuova segnalazione da Fontanelle riporta nuovamente l’attenzione sul problema. La domanda resta aperta: quale è l’effettiva estensione della presenza del gambero della Louisiana nel sistema dei bacini di Ugento e quali misure di monitoraggio e contenimento sono state attuate? Se le segnalazioni dovessero continuare ad aumentare, non si tratterebbe più soltanto di singoli avvistamenti, ma della possibile progressiva colonizzazione di uno degli ambienti naturali più delicati del territorio salentino.

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