L’Università del Salento è alla guida di un’importante missione di ricerca internazionale nell’Artico, precisamente nelle isole Svalbard. Il progetto, denominato Light, Time, Clock and Clime
, vede la collaborazione di sei atenei da quattro Paesi ed è finanziato dal Research Council of Norway. Un aspetto significativo di questa campagna 2026 è il contributo dell’Arma dei Carabinieri (CUFAA), che supporta le attività con personale in abiti civili e compiti esclusivamente tecnico-scientifici di monitoraggio ambientale.
Al centro della ricerca vi è un piccolo crostaceo, il Lepidurus arcticus, che abita i laghi delle Svalbard. Le sue uova, capaci di resistere all’inverno e schiudersi nella breve estate polare, possiedono un orologio biologico
cruciale. Studiare questo meccanismo è fondamentale per comprendere gli effetti dei rapidi cambiamenti climatici sugli ecosistemi polari, aree dove il riscaldamento globale è più accelerato.
Il coordinamento del progetto è affidato al professor Vittorio Pasquali di UniSalento. Il professor Pasquali ha sottolineato l’importanza di questa ricerca: Studiare quando un organismo decide di fermarsi e quando decide di ripartire significa studiare il modo in cui la vita legge il tempo. Nell’Artico questa lettura sta diventando inaffidabile: la luce dice una cosa, la temperatura ne dice un’altra
.
La presenza dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari), evidenzia l’impegno dell’istituzione anche nel campo della ricerca scientifica e della tutela ambientale a livello internazionale, fornendo un supporto tecnico essenziale per la raccolta dati e il monitoraggio sul campo.
Resta sempre aggiornato!
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita per ricevere i migliori articoli di OzaNews direttamente nella tua email.




























